L'ecobonus 2026 è la detrazione Irpef per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti: copre infissi, schermature, isolamento, caldaie a condensazione, pompe di calore e solare termico, con aliquote del 50% (abitazione principale) o 36-65% secondo l'intervento e massimali dedicati. La pratica ENEA va trasmessa online entro 90 giorni dalla fine lavori.
Cos'è l'ecobonus 2026
L'ecobonus 2026 è la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, nata nel 2007 e da allora prorogata ogni anno con aggiornamenti di aliquote e perimetri. È la misura «gemella» del bonus ristrutturazione, ma con una logica diversa: non premia l'intervento edilizio in quanto tale, bensì il miglioramento della prestazione energetica, misurato attraverso requisiti tecnici precisi — trasmittanze, rendimenti, classi di efficienza — che devono essere documentati nella pratica ENEA.
Il quadro 2026 ha consolidato l'assetto post-Superbonus: aliquote ordinarie al 50% per l'abitazione principale e 36% per gli altri immobili sulla maggior parte degli interventi, con finestre residue al 65% per alcune tecnologie a maggior efficienza. Il recupero avviene in dieci rate annuali in dichiarazione dei redditi, con massimali distinti per tipologia di intervento anziché un plafond unico: una differenza fondamentale rispetto al bonus ristrutturazione, che spieghiamo nella guida dedicata.
La spinta europea continua a fare da sfondo: la direttiva Case Green assegna all'Italia obiettivi di riqualificazione che presuppongono strumenti stabili di incentivazione, e l'ecobonus è confermato come la spina dorsale della politica energetica residenziale almeno fino al 2027.
Quali interventi sono ammessi all'ecobonus 2026
Il catalogo 2026 si articola in sette famiglie di interventi, ciascuna con requisiti tecnici propri:
- Riqualificazione energetica globale: interventi che riducono il fabbisogno annuale dell'edificio sotto soglie definite, con asseverazione tecnica obbligatoria.
- Involucro edilizio: isolamento di pareti verticali, coperture e pavimenti (cappotto esterno, insufflaggio, isolamento del solaio), con limiti di trasmittanza per zona climatica. Il riferimento tecnico è la nostra guida al cappotto termico esterno.
- Finestre e serramenti: sostituzione di infissi, porte d'ingresso e schermature solari (tende, frangisole, persiane orientabili).
- Generatori: caldaie a condensazione, pompe di calore elettriche e a gas, sistemi ibridi, generatori a biomassa, scaldacqua a pompa di calore. Per il funzionamento tecnico rimandiamo alla guida sulla pompa di calore.
- Solare termico: collettori e sistemi per acqua calda sanitaria, inclusi i sistemi a circolazione naturale.
- Building automation: sistemi di termoregolazione evoluta e controllo remoto degli impianti.
- Microcogenerazione e pompe di calore per climatizzazione in sostituzione di impianti esistenti.
Restano esclusi gli interventi su edifici in costruzione, quelli su parti non riscaldate e i prodotti privi dei requisiti minimi: la trasmittanza dichiarata da un infisso non certificato, o il rendimento di una caldaia fuori classe, azzerano la detrazione anche se il lavoro è stato fatto.
Aliquote e massimali di detrazione: la mappa 2026
La tabella seguente riassume aliquote e massimali per le tipologie principali, con la precisazione che ogni massimale è distinto per unità immobiliare e non si compensa con gli altri.
| Intervento | Aliquota (abitazione principale) | Aliquota (altri immobili) | Massimale di detrazione |
|---|---|---|---|
| Riqualificazione globale | 50% | 36% | 153.000 € (condomini: 15.000 € × unità) |
| Involucro (cappotto, isolamenti) | 50% | 36% | 60.000 € |
| Finestre e serramenti | 50% | 36% | 60.000 € |
| Schermature solari | 50% | 36% | 60.000 € |
| Caldaia a condensazione classe A | 50% | 36% | 30.000 € |
| Pompe di calore e ibridi | 50% | 36% | 30.000 € |
| Solare termico | 50% | 36% | 60.000 € |
| Building automation | 50% | 36% | 15.000 € |
Due punti operativi. Il primo riguarda le caldaie a condensazione: la detrazione piena richiede la classe A e, per il massimo beneficio, l'abbinamento a sistemi di termoregolazione evoluta (valvole termostatiche o cronotermostati modulanti). Il secondo riguarda i condomini: gli interventi sulle parti comuni seguono massimali moltiplicati per le unità e maggioranze assembleari semplificate, con la possibilità per i condomini incapienti di cedere la quota secondo le regole ordinarie.
Ecobonus per serramenti e infissi: le regole specifiche
La sostituzione degli infissi è l'intervento ecobonus più diffuso e anche quello con più errori in fase di accesso. Le regole 2026 in sintesi: l'intervento è ammesso quando sostituisce componenti già esistenti (o loro parti, ad esempio il solo telaio) rispettando i valori limite di trasmittanza termica Uw fissati per zona climatica — indicativamente da 1,67 W/mqK nella zona A a 1,00 W/mqK nella zona F, con la soglia di 1,67-1,43 per le zone centrali e 1,30-1,00 per quelle più fredde. Il valore deve essere documentato con certificazione del produttore o asseverazione.
La posa in opera qualificata non è un requisito formale della detrazione, ma è la condizione tecnica perché la trasmittanza certificata si traduca in prestazione reale: un infisso da Uw 1,1 montato su un controtelaio ponte termico si comporta come uno da 1,8. Per questo la scelta del materiale e del sistema di posa va fatta a monte: i riferimenti sono nel nostro confronto PVC, alluminio o legno, nella guida ai prezzi degli infissi al mq e nell'approfondimento su quando conviene il triplo vetro.
Nel 2026 resta ammesso anche il bonus tende e schermature solari: tende esterne, frangisole e chiusure oscuranti mobili detraibili con lo stesso massimale dei serramenti, a condizione che proteggano superfici vetrate e siano marcate CE con i requisiti previsti.
La pratica ENEA entro 90 giorni: come funziona
L'adempimento che distingue l'ecobonus dal bonus ristrutturazione è la comunicazione telematica all'ENEA, obbligatoria entro 90 giorni dalla fine dei lavori — pena la perdita della detrazione. La trasmissione avviene solo online, sul sito ENEA dedicato, e richiede questi dati:
- Dati anagrafici del beneficiario e dell'eventuale tecnico che compila per suo conto.
- Dati dell'immobile: indirizzo, dati catastali, anno di costruzione, destinazione d'uso.
- Descrizione dell'intervento: tipologia, superfici interessate, prodotti installati con schede tecniche e valori di trasmittanza o rendimento, data di inizio e fine lavori, importo della spesa.
- Asseverazione tecnica, obbligatoria per gli interventi sull'involucro e la riqualificazione globale: la firma di un professionista abilitato che certifica il rispetto dei requisiti.
La ricevuta di trasmissione — con il codice identificativo della pratica — va conservata insieme a bonifici parlanti, fatture, schede tecniche e Dichiarazione di Conformità degli impianti. Gli errori tipici: pratica trasmessa oltre i 90 giorni (il termine è perentorio), trasmittanze compilate con il valore del solo vetro anziché dell'infisso completo, e discordanza tra superfici dichiarate a ENEA e superfici fatturate. Molti serramentisti e installatori offrono la compilazione come servizio incluso: verificare sempre che la ricevuta venga consegnata.
Cumulo con bonus ristrutturazione e Conto Termico
La regola del non cumulo sulla stessa spesa vale con rigore assoluto: una finestra non può essere detratto due volte, né l'ecobonus si somma al Conto Termico 3.0 sulla medesima pompa di calore. Le combinazioni lecite nel 2026 sono due: interventi diversi nello stesso cantiere — ecobonus per infissi e generatore, bonus ristrutturazione per opere murarie e finiture — con computi e fatture separati; e quote diverse della stessa opera complessa, laddove la norma consente di ripartire le voci (ad esempio la posa in ecobonus e le opere murarie accessorie nel bonus). La gestione corretta richiede un tecnico che imposti il progetto agevolativo prima dei preventivi.
Il criterio di scelta tra ecobonus e bonus ristrutturazione, quando un intervento potrebbe accedere a entrambi (è il caso degli infissi e degli impianti), dipende da massimali e adempimenti: l'ecobonus ha massimali dedicati e pratica ENEA, il bonus ha il plafond da 96.000 euro condiviso con tutte le altre opere. Su cantieri grandi conviene quasi sempre usare entrambi i canali in parallelo, assegnando a ciascuno le voci che massimizzano il beneficio complessivo.
«L'ecobonus non perdona l'improvvisazione documentale: trasmittanze, asseverazioni e i 90 giorni ENEA si decidono a tavolino, prima del primo bonifico.»
Errori da evitare con l'ecobonus
La casistica di ENEA e Agenzia delle Entrate consegna sei errori ricorrenti, tutti sanzionati con la perdita della detrazione:
- Pratica ENEA oltre i 90 giorni: il termine decorre dalla fine lavori ed è perentorio; calendarizzarlo prima di firmare i preventivi è l'unica difesa.
- Trasmittanze sbagliate o non documentate: dichiarare il valore del solo vetro anziché dell'infisso completo (Uw), o affidarsi a schede prive di certificazione, azzera il requisito tecnico.
- Intervento non configurato come sostituzione: l'ecobonus premia la sostituzione di componenti esistenti; nuove superfici vetrate o vani ampliati non sono ammessi.
- Asseverazione mancante dove obbligatoria: per involucro e riqualificazione globale la firma del tecnico abilitato non è facoltativa.
- Bonifico e fattura incoerenti: beneficiario diverso tra i due documenti, o descrizione generica dei lavori, espone a richieste di chiarimento e decadenza.
- Cumulo vietato: la stessa voce di spesa non può valere contemporaneamente per ecobonus, bonus ristrutturazione e Conto Termico; la separazione dei computi va fatta prima dei pagamenti.
Caso pratico: infissi nuovi su un trilocale in zona E
Trilocale di 95 mq a Bologna, sostituzione di 7 finestre e una porta finestra (14,5 mq complessivi) con infissi in PVC a triplo vetro, Uw 1,0 W/mqK, posa qualificata su controtelai coibentati. Spesa complessiva 11.600 euro IVA inclusa.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Spesa agevolabile (fornitura + posa) | 11.600 € |
| Detrazione 50% | 5.800 € in 10 rate da 580 € |
| Costo netto | 5.800 € |
| Risparmio energetico stimato | 15–20% sui consumi invernali (180–260 €/anno) |
| Pratica ENEA | Trasmessa dal serramentista 60 giorni dopo la fine lavori |
Il rispetto della trasmittanza limite di zona è stato documentato con la certificazione del produttore — scelto confrontando le schede dei principali produttori italiani di serramenti — e il salto di prestazione comparirà nella nuova certificazione APE in vista di una futura vendita. Nota pratica: il committente ha fatto indicare in fattura i valori Uw di ciascun serramento, semplificando la compilazione ENEA e mettendo la pratica al riparo da richieste di integrazione.
Scadenze e adempimenti: il calendario dell'ecobonus 2026
- Prima dei lavori: verifica dei requisiti tecnici dei prodotti (trasmittanze, rendimenti, classi) e, dove obbligatoria, nomina del tecnico asseveratore; per gli interventi che richiedono titolo edilizio, presentazione di CILA o SCIA.
- Durante i lavori: pagamenti solo con bonifico parlante, fatture dettagliate con i valori tecnici riportati, documentazione fotografica dello stato ante operam.
- Fine lavori: data certa documentata (collaudo o ultima fattura): da qui decorrono i 90 giorni per la trasmissione ENEA.
- Entro 90 giorni: pratica ENEA online con l'eventuale asseverazione; conservazione della ricevuta con codice identificativo.
- Dichiarazione successiva: prima delle 10 rate annuali; documenti conservati fino al compimento dei termini di accertamento.
Domande frequenti sull'ecobonus 2026
Quali interventi rientrano nell'ecobonus 2026?
Rientrano nell'ecobonus 2026: la sostituzione di finestre e serramenti, le schermature solari, l'isolamento di pareti, pavimenti e coperture, la sostituzione dei generatori con caldaie a condensazione, pompe di calore e sistemi ibridi, gli impianti solari termici, le building automation e le microcogeneratori, oltre agli interventi di riqualificazione globale.
Qual è l'aliquota dell'ecobonus per gli infissi nel 2026?
La sostituzione di finestre e serramenti nel 2026 è detraibile al 50% per l'abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, con massimale di detrazione di 60.000 euro. I nuovi infissi devono rispettare i valori limite di trasmittanza termica previsti per la propria zona climatica, documentati nella pratica ENEA.
Come si trasmette la pratica ENEA per l'ecobonus?
La pratica ENEA si trasmette esclusivamente online sul sito dedicato entro 90 giorni dalla fine dei lavori, con i dati del beneficiario, dell'immobile e dell'intervento, le schede tecniche dei prodotti e l'asseverazione di un tecnico abilitato per gli interventi che la richiedono. La ricevuta va conservata con fatture e bonifici.
Ecobonus e bonus ristrutturazione si possono usare insieme?
No sulla stessa spesa: per lo stesso intervento si sceglie una sola agevolazione. Si possono però combinare su interventi diversi dello stesso cantiere — ad esempio ecobonus per infissi e pompa di calore, bonus ristrutturazione per opere edili e impianti — purché computi e fatture siano rigorosamente separati.
L'ecobonus si può usare anche per la seconda casa?
Sì: l'ecobonus 2026 copre tutti gli immobili residenziali esistenti, con aliquota del 50% per l'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, seconda casa compresa. Restano identici i requisiti tecnici — trasmittanze e rendimenti — e l'obbligo della pratica ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Fonti: Agenzia delle Entrate — guida «Riqualificazione energetica degli edifici: le agevolazioni» (edizione 2026); ENEA — portale per la trasmissione dei dati e requisiti tecnici degli interventi; DM requisiti minimi e decreti interministeriali sui massimali di costo. Normativa aggiornata al giugno 2026. Contenuto a scopo informativo.